MODELLE PLUS SIZE IN LINGERIE PER VOGUE! – MOOD MANAGEMENT

MOOD MANAGEMENT Agenzia di Moda e Spettacolo, oggi parliamo di Vogue America e Modelle Plus size

Dopo le foto senza ritocco di Lara Stone su “System Magazine”, la diversità dei corpi torna ad essere il tema nelle riviste di moda. Vogue america ha realizzato un editoriale con una proposta fino ad ora poco vista, utilizzando solamente modelle plus size in lingerie. Lo shooting, della fotografa Cass Bird, include le modelle Candice Huffine (che è la modella plus size numero uno del Calendario Pirelli), Inga Eiriksdottir, Marquita Pring, Tara Lynn e Ashley Graham. Ashley, oltretutto, è la creatrice del gruppo Alda, formato da modelle che incentivano la diversità fisica all’interno del mondo della moda!

“The Best Lingerie Comes in All Sizes” (tradotto letteralmente “la migliore lingerie esiste in tutte le taglie”)

 

Vogue nacque a New York il 17 dicembre del 1892 da Arthur Baldwin Turnure come “gazzetta mondana” settimanale. La rivista fu dichiaratamente creata al fine di rappresentare l’alta società newyorkese, raccontando gli interessi e lo stile di vita di questa classe agiata. Vogue era destinata ad un pubblico sia femminile che maschile ed era suddivisa in rubriche tra cui: Uno sguardo alle vetrineI modelli di Vogue per la sartaLa moda elegante a buon prezzoLettera da Parigi (o Londra)Uno sguardo sulla societàLa toeletta della signoraL’uomo elegantePettegolezzi mondaniPer la padrona di casa e Come rispondere alla corrispondenza. I lettori della rivista non erano solo gli appartenenti all’alta società newyorkese ma anche, e soprattutto chi aspirava ad appartenervi[3].

Il 24 giugno del 1909 si ebbe la cosiddetta “seconda nascita” di Vogue, quando Condé Montrose Nast, dopo aver concluso le trattative d’acquisto della rivista (iniziate nel 1905), ne divenne il nuovo editore. Nei primi mesi del 1910 Condé Nast attuò una serie di importanti cambiamenti alla rivista: Vogue divenne bisettimanale e le sue pagine aumentarono da una media di 30 ad una di 100 a numero, così come aumentò il suo prezzo; le copertine divennero più colorate, gli spazi pubblicitari e gli articoli dedicati alla moda ed alla società aumentarono. Vogue divenne una vera e propria rivista femminile[4].

Nel 1910 Vogue con una tiratura di 30.000 copie, raggiungeva incassi di gran lunga superiori rispetto alle riviste concorrenti che avevano una tiratura di centinaia di migliaia di copie. Questo fenomeno era dovuto al fatto che Vogue possedeva un numero di pagine pubblicitarie che superava del 44% le riviste concorrenti, nonostante le sue tariffe fossero le più alte sul mercato[5].

Nel 1912 Condé Nast decise di rendere Vogue internazionale, vendendo la rivista anche a Londra. Lo scoppio della prima guerra mondiale rese l’esportazione più rischiosa così che l’editore decise di creare un’edizione locale autonoma. Il 15 settembre del 1916 nacque Vogue UK. Condé Nast tentò in seguito una versione in lingua spagnola di Vogue, pubblicata tra il 1918 e il 1923, che non ebbe successo. La versione francese di Vogue uscì nelle edicole Il 15 giugno del 1920. Fu tentata anche una versione tedesca tra il 1928 e il 1929 senza però ottenere successo[6].

Nel 1927 Condé Nast, all’apice del successo, decide di quotare in Borsa il proprio impero editoriale. La crisi del 1929 gli fece perdere la proprietà di Vogue. L’editore riuscì comunque a rimanere un membro attivo della Condé Nast Publications, con il compito di continuare a gestire Vogue come meglio credeva; negli anni successivi riuscì a recuperare il possesso della rivista[7][8].

Dopo la morte di Condé Nast nel 1942, la direzione della Condé Nast Publications passò al suo fidato collaboratore Iva Sergei Voidato Patcévitch, il quale avviò una nuova fase di espansione. Nel 1959 Samuel I. Newhouse Sr, presidente di Advance Publications, acquisì il 46% della Condé Nast Publications. Successivamente l’intero capitale azionistico passò alla famiglia Newhouse[8].

Nel dicembre del 1972, sotto la direzione di Grace Mirabella e sotto consiglio di Newhouse, Vogue diventò mensile. Questa scelta fu conseguenza del fatto che i numeri venduti a metà mese riscuotevano meno successo dei numeri pubblicati all’inizio del mese. Con Vogue ad uscita mensile, la tiratura aumentò subito di 50.000 copie[9].

Gli anni fra il 1973 e il 1979 furono uno dei periodi più fiorenti della storia di Vogue, che passò da una tiratura di 400.000 copie ad una di un milione.

Dall’agosto del 1988 ad essere la direttrice di Vogue America è Anna Wintour.

Nel 2012, Vogue ha edizioni in 19 paesi ed è considerata una delle più prestigiose riviste di moda al mondo.