Paris Fashion Week 024

Vivienne Westwood: hipster storica
 
Si scopre che lo spirito di Vivienne Westwood è vivo e vegeto nella maison Vivienne Westwood, che ha messo in scena una grande collezione storica hipster sabato all’ora di pranzo a Parigi.

Andreas Kronthaler For Vivienne Westwood – Autunno-Inverno 2024/25 – Womenswear – Parigi – ©Launchmetrics/spotlight


Un’affermazione di moda grintosa, gotica e groovy, con Sam Smith protagonista di due passaggi: il primo nei panni di un selvaggio signorotto scozzese nominato baronetto in mutande di tartan, imponenti calzature zeppate e un enorme bastone; poi nei panni di una vedova dalla barba scura con un ampio cappotto tagliato in lana nera che esige rispetto.
 
Lo show è stato presentato all’interno di Cèsure, un vasto centro d’arte costruito in una malconcia ex scuola nella parte sud del V arrondissement. Un trio di performance artist inizia l’azione con uno di loro che imita il canto degli uccelli del primo mattino e la conclude cantando jodel, suonando il violino e tagliando tronchi con un’ascia.

Il marito e successore di Westwood, Andreas Kronthaler, ha tratto ispirazione dalla sua prima collezione con Vivienne “29”. Riprendendo un disegno di pelle ritagliata realizzato allora che giocava sul dipinto di Giambattista Moroni di un sarto che taglia un tessuto.
 
“Parliamo sempre di storia e di personaggi storici e in questa stagione sono tornato sull’argomento, anche se volevo andare oltre”, ha spiegato Andreas nel gremito backstage post-show.
 
Cosa che ha fatto con malvagi abiti da governante; grandi parka grigi da nobili Tudor; e giacche da pirata scozzesi più leggere e snelle.
 
Hermès: non è affatto un quiet luxury
 
Sembrava più un concerto rock o un festival heavy metal che una visione tradizionale del quiet luxury quella vista da Hermès in questa stagione, in una svolta radicale e tempestiva da parte della maison francese del lusso.

Hermès – Autunno-Inverno 2024/25 – Womenswear – Parigi – ©Launchmetrics/spotlight


Realizzato essenzialmente in monocolore, tagliato in modo rigoroso e tante volte con un’enfasi sull’aderenza al corpo, l’intero défilé ha messo nettamente da parte la ragazza Hermès dell’ultimo quinquennio, e non è neanche una brutta cosa.
 
Il mood monocolore da Hermès è stato realizzato con una tavolozza di colori molto scuri: nero, antracite, toffee, cioccolato e tortora.
 
Lo show è stato allestito all’interno di un’incombente tenda costruita su misura all’interno della caserma di cavalleria della Garde Républicaine, un’ambiente completamente nero con una striscia centrale dove durante la sfilata cadeva una finta pioggia. Una collezione decisamente invernale, realizzata principalmente in pelle e tela densa, costruita per la giungla urbana e non per una casa di campagna o un castello.
 
Nessuna modella di punta, solo sosia di modelle molto ricche e raffinate che camminano velocemente a grandi passi. I loro capelli erano pettinati all’indietro come se fossero in viaggio per incontrare una rock star, con il pass per il backstage nel taschino dei pantaloni.
 
Molti look da motociclista in pelle sono spesso rifiniti con stivali da equitazione e talvolta abbinati a nuovi fantastici assemblaggi stile ‘lo jodhpur incontra i leggings’. Il tutto guidato dall’indie rock britannico, non esattamente il tipico mix di Spotify della signora di Hermès.
 
Dobbiamo riconoscerlo alla direttrice creativa della moda femminile di Hermès, Nadège Vanhee-Cybulski; non ha paura di correre alcuni rischi calcolati. Sì, Hermès è incentrato sul quiet luxury, ma non su uno stile silenzioso, grazie a Nadège.
 
Elie Saab: Elvis Saab
 
Elie si è diretto a ovest in questa stagione. Lo stilista libanese, che si può di buon grado considerare il re dei creatori di moda del Mediterraneo orientale, ha proposto un assaggio della cultura del selvaggio West.

Elie Saab – Autunno-Inverno 2024/25 – Womenswear – Parigi – ©Launchmetrics/spotlight


Lo ha ispirato Elvis Presley, in una serie di look ricchi di frange. E poi stivali western e vari riferimenti agli elaborati abiti bianchi del King of Rock and Roll.
 
Anche se, come è nello stile di Saab, con un attento dosaggio del concept, in questa collezione presentata al Palais de Tokyo, sulle rive della Senna.
 
Saab ha proposto giacche da sceriffo, soprabiti e camicie da allevatore di bestiame in seta e crêpe, rifinite con frange e abbinate a pantaloni dal taglio impeccabile o minigonne con volant e stivali al ginocchio in uno stile da cowboy, ma imbottito.
 
Il designer ha anche mostrato il suo primo denim su una passerella, dotandolo di ricami con motivi del New Mexico, prima di cambiare marcia per la sera con alcuni brillanti abiti da ballo in shantung di seta nel colore della stagione: viola imperiale romano.
 
La considerazione che veniva in mente al termine di questo show, supportato da una colonna sonora trascinante, con protagonista il remix di Marine 9 di Dimitris Kalfas, era che è stato fantastico vedere Saab aprire nuovi orizzonti, prima che lo stilista ricevesse la meritata ovazione tra grandi applausi.

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